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Archivi Categorie: broadcast news

Quinta di copertina: l’accordo francese per filtrare Internet e controllare il p2p e le tecnologie a tutela della privacy sempre più liquida

Le giovani generazioni e il mutato concetto di privacy (Nicola Bruno, Chip & Salsa, Il Manifesto)

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Fonte:
http://www.apogeonline.com/webzine/2007/11/29/25/200711292501

Ai tre studenti dell’università Statale di Milano che venerdì hanno incontrato Giorgio Napolitano, il capo dello Stato ha chiesto di inviare a lui le proposte che formuleranno per migliorare l’università. Così hanno spiegato Filippo Barberis, Dario Augello e Marco Bettoni dopo il faccia a faccia con il presidente della Repubblica. L’idea di consegnare una lettera al capo dello Stato a nome degli studenti delle università milanesi è stata di Bettoni, che è nel consiglio di facoltà per sinistra universitaria. Così questa mattina è andato all’università Bocconi. Lì non ha avuto la possibilità di consegnare la missiva a Napolitano, una possibilità che – d’accordo col rettore Enrico Decleva – ha avuto insieme ai suoi due compagni oggi pomeriggio. I ragazzi hanno parlato di un incontro molto positivo. «Napolitano – ha detto Barberis che fa parte del senato accademico, sempre per la lista di sinistra universitaria – è l’unico che ascolta. Non cavalca le polemiche ma cerca di riportare tutto al dialogo democratico». Il messaggio che gli hanno voluto portare gli studenti è quello che non sono «contro le riforme, ma a favore delle riforme vere mentre qui ci sono solo tagli». Hanno spiegato che le loro iniziative continueranno. Il 4 novembre, ad esempio, alle 12 ci sarà una conferenza delle università milanesi in cui interverrà anche il rettore Statale Decleva.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80486

Come funziona il Teatro? Cosa c’è lì dietro, lì sotto, lì sopra? Come si muove la scena? Sono domande frequenti. Molti visitano il Carlo Felice e possono vedere anche se da lontano, la torre è davvero molto alta, alcune delle macchine che fanno muovere le scenografie e i palcoscenici, ma adesso per un po’, da oggi a sabato 15 novembre, sarà possibile guardare da vicino, in piccolo naturalmente, ma con la perfetta ricostruzione della realtà, i principali meccanismi di una scena. Sono infatti in mostra nel Grande Foyer del Teatro una serie di modellini che riproducono con estrema accuratezza anche nei movimenti le macchine teatrali e una serie di video che presentano le immagini dell’attività «dietro le quinte» realizzati dalla Direzione Allestimenti Scenici e dal Reparto Attrezzeria del Teatro Carlo Felice che oltre a essere uno dei migliori in Italia ha da tempo una importante consuetudine al lavoro didattico. La mostra «Il mondo nascosto delle macchine teatrali» è stata curata con la collaborazione di Grazia Biorci del C.N.R. – ISEM di Genova, di Enrico Ravina, referente scientifico dell’Università di Genova e di Rosaria Pagano della Direzione Scolastica Regionale. Dopo l’inaugurazione alla quale parteciperanno gli studenti che alle 11 assisteranno alla prova aperta del concerto diretto da Jonathan Webb e avranno modo di dialogare con il Maestro, la mostra sarà visitabile dal pubblico nei seguenti orari: dal martedì al sabato dalle 15 alle 18, con visite guidate in gruppo alla macchina scenica il sabato alle 11 e alle 17 su prenotazione, esclusi i giorni 1 e 4 novembre.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297098

La Civiltà Cattolica, in un articolo a firma di padre Giovanni Sale, definisce «imbarazzante» la posizione assunta dalla Santa Sede nel 1938, quando vennero promulgate le leggi razziali mussoliniane. Il Vaticano decise infatti di tenere un atteggiamento «piuttosto prudente», chiedendo «al governo fascista di usare come criterio discriminatorio non il dato biologico-razziale, ma quello religioso cioè l’appartenenza a una determinata fede religiosa». La Santa Sede – il Papa era Pio XI – cercò infatti di «attirare l’attenzione dell’autorità governativa soprattutto sugli ebrei battezzati e convertiti al cattolicesimo», invece di schierarsi «in difesa degli ebrei tutti». «Appare oggi imbarazzante – osserva il gesuita – per lo storico cattolico, soprattutto dopo le aperture del Concilio Vaticano II in tale materia, giustificare con categorie morali o religiose tale impostazione di pensiero e tal modo di procedere».È evidente dall’articolo di Civiltà Cattolica l’esistenza di tensioni all’interno della stessa Curia romana, con il Papa che era fautore della linea più dura, e alcuni dei suoi collaboratori, incaricati di trattare con il governo di Mussolini cercando di mediare. Vale la pena di ricordare che al momento dell’entrata in vigore delle leggi razziali fasciste – per certi versi più dure di quelle tedesche – la questione fu trattata da Pio XI da una parte, da monsignor Domenico Tardini, dal nunzio Borgongini Duca e dal padre Tacchi Venturi dall’altra.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291594

I ribelli nigeriani hanno dichiarato la «guerra del petrolio» nella regione del Delta, dopo gli attacchi dell’esercito alle basi del Mend (Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger). Dopo aver dato 24 ore di tempo alle compagnie petrolifere straniere perché evacuino i propri dipendenti il Mend ha dato il via alla distruzione di condutture e infrastrutture petrolifere. Dopo la Chevron, che ha confermato l’attacco a una delle sue piattaforme pur avendo precisato che questa era già chiusa per altri problemi. è arrivata quella di Royal Dutch Shell. La piattaforma di Alakiri, a pochi chilometri dalla costa dello stato di Rivers, nel delta del Niger, è stata attaccata poco dopo la mezzanotte. «L’attacco – ha affermato il tenente colonnello Sagir Musa – è durato oltre un’ora ed è stato effettuato con dinamite e altri esplosivi». Il Mend ha rivendicato l’attacco: «Alle 2:00 di questa mattina l’uragano Barbarossa ha continuato la sua corsa distruttiva attraverso lo stato Rivers della Nigeria e l’occhio della tempesta ha colpito la stazione di pompaggio Alakiri della Shell», si legge in un comunicato ricevuto via email, in cui si afferma che l’impianto era ancora in fiamme e che «i lavoratori ed i soldati che non hanno ascoltato i nostri avvertimenti sono morti nell’impianto». Nel comunicato si ribadisce la richiesta a tutto il personale del settore del petrolio di abbandonare le installazioni e di bloccare la produzione con effetto immediato.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79005

L’idea alla base del federalismo fiscale, parola di Roberto Calderoli, è che potranno essere messe insieme «quelle dodici, tredici tasse che oggi colpiscono la casa, realizzarne un’unica il cui beneficiario sarà il comune». In modo che il cittadino possa verificare «quanti soldi il comune gli fa pagare e come vengono gestiti».
Ci sarà da ridere. O da arrabbiarsi. O forse i sindaci italiani, di fronte a vincoli di bilancio più stringenti, riusciranno davvero ad abbandonare sprechi e virtuosismi da finanza creativa, e ci penseranno due volte prima di stanziare soldi pubblici per provvedimenti quantomeno bizzarri. Perché se è vero che di spese inutili la storia italiana è piena, quest’ultima estate forse ha fatto toccare il massimo: i primi cittadini hanno dato fondo alla fantasia, e in alcuni casi alle casse pubbliche, nell’emanare ordinanze e regolamenti. Il più bislacco, anche se finanziariamente non devastante, è quello adottato nel comune di Orbetello, dove è stato deliberato che nella zona a traffico limitato i cani possono passare, ma non passeggiare. Del resto i cartelli, fatti fare nuovi di zecca e fatti installare, parlano chiaro: «Divieto di passeggio ai cani». Ai vigili urbani il compito di capire chi col cane al guinzaglio stia «passando» o «passeggiando». Il provvedimento preso dalla giunta di Orbetello è paragonabile solo a quello preso quest’estate dal suo stesso capoluogo di provincia, Grosseto.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287337

Washington. Lo storico Arthur Schlesinger, il figlio di Ernest Hemingway e l’attore Sterling Hayden (Il Padrino): sono solo alcuni dei nomi che emergono dagli archivi dell’Oss, l’antenato della Cia durante la Seconda guerra mondiale. Gli archivi di Stato americani hanno reso pubblici per la prima volta i dossier di 24.000 fra spie e collaboratori vari attivi durante il periodo bellico. Nel lungo elenco, insieme agli agenti sconosciuti, sono presenti alcune personalità note al pubblico statunitense, che ormai più di sessant’anni fa prestarono servizio presso la prima organizzazione centralizzata di intelligence americana. I loro incarichi operativi, sia civili che militari, e le loro identità, rimaste in molti casi segrete fino a ieri, riempiono 750 mila pagine e migliaia di cartelle adesso disponibili presso i National Archives. Tra le migliaia di dossier che rivelano i dettagli del reclutamento degli agenti dell’OSS compaiono nomi come quello di Schlesinger, lo storico e assistente del presidente John F.Kennedy recentemente scomparso, l’attore Hayden, celebre come il poliziotto “cattivo” del Padrino, Quentin e Kermit Roosevelt, figli del presidente Theodore e il futuro giudice della corte suprema Arthur Goldberg. Gli storici da ieri sono al lavoro per esaminare la vasta documentazione, che potrebbe svelare nuove informazioni sui legami tra l’Oss e personaggi di vario genere, come per esempio il mafioso “Lucky” Luciano, di cui sono emersi già in passato legami con l’intelligence statunitense, che il presidente Harry Truman trasformò nella Cia alla fine della Seconda guerra mondiale.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=283456

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