L´Italia, paese martoriato da un vastissimo campionario di crisi (da quella economica a quella politica passando per quella della voglia di lavorare e dei valori condivisi), si sta, tutto sommato, facendo onore sul palcoscenico mondiale dello sport. Dal televisore, sempre acceso ma muto, vedo giubilare o, brevemente, disperarsi, le belle facce pulite e i corpi magnificamente espressivi degli atleti e delle atlete. È uno spettacolo consolante. È consolante vedere la Pellegrini (oro nei 200 stile libero) che si bacia la medaglia. La Vezzali (oro nel fioretto) che guarda il suo bambino mentre le manda baci immortalati dalle telecamere. La Quintavalle che nessuno se l´aspettava (oro nel judo), nemmeno lei. La Cainero (oro nel tiro a volo) che vuole dividere il premio coi compagni della squadra. È consolante che le ragazze d´Italia abbiano conquistato 4 medaglie d´oro e i maschietti 3. Corrado Sannucci su ‘La Repubblica’ parlava di ‘un ribaltamento epocale’. Ora le percentuali si sono riequilibrate: su 25 medaglie, 10 le hanno conquistate le donne e 15 gli uomini. Ma le donne hanno un oro in più. Come dire: l´eccellenza è femmina, e l´equilibrio di genere è rispettato. Metà donne e metà uomini, sul podio. Come dovrebbe essere ovunque: in Parlamento, al Governo, ai vertici delle aziende, degli enti pubblici, delle televisioni e dei giornali. Come potrebbe essere se il merito valesse anche quando in gioco sono la competenza professionale, la qualità intellettuale, il talento artistico, la creatività, l´intuizione scientifica, la preparazione culturale.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78294