Caro Granzotto, conosce la novità? La interesserà certamente, lei è sempre a caccia di queste cose. Ho sentito alla radio questa espressione: «Condividere un’amicizia». Uno non è più amico di un altro, ma ne condivide l’amicizia. Non lo trova stupido e barocco? Come se esistesse un sentimento dell’amicizia a senso unico, non ricambiato.Non solo sentita, ma anche letta, caro Mantovano. Il verbo «condividere» va fortissimo nella tribù dei babbei, tanto che arrivano a dire, senza fare una piega, «condividere l’esperienza matrimoniale». Quando una sociologa della quale purtroppo non ricordo il nome se ne uscì con quella idiozia, mi tornò alla mente un aneddoto che la dice lunga sulla «condivisione». Protagonista della storia è Alessandro Dumas (padre), a quel tempo sposato con l’attrice Ida Ferrer. Per questione di soldi – lei ricchetta, lui pieno di debiti – finirono per litigare: avendo il coltello dalla parte del manico, Ida cacciò Alessandro di casa, confinandolo in un sottotetto. Da dove una sera, dopo essersi messo in ghingheri e appuntato sul petto una cascata di decorazioni, partì, a piedi, non avendo gli spiccioli per la carrozza, alla volta delle Tuileries, ove era atteso a un ricevimento del duca d’Orleans. Lungo la strada, però, fu sorpreso da un furioso acquazzone così che, fatto dietro front, corse a bussare alla porta di Ida, che abitava nella vicina rue de Rivoli: «Cara, inzuppato come sono non posso presentarmi al duca», le disse, «inoltre muoio dal freddo per cui, abbi pazienza, resterò un po’ qui, davanti al caminetto acceso.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284889