nostro inviato a Pechino
La grande madre di tutte le olimpiadi presenta subito il piatto forte: forza con i 100 metri e vediamo se le frecce dell’atletica riusciranno a far impallidire l’immagine del superman del nuoto: leggasi Michael Phelps. E chissà mai che anche i cronometri della pista non vadano così veloci come quelli della corsia. Almeno in questo servirebbe la par condicio. Però quest’anno, più che mai, nuoto e atletica si contenderanno il segno del comando. Normalmente non ci sarebbe gioco, l’atletica coinvolge un mondo più ampio, gli africani non sono ancora sbarcati in piscina, lo sforzo è più terribile, chi corre, salta, lancia spesso esce prosciugato da una gara. I nuotatori ne infilano una dietro l’altra, anche a distanza di pochi minuti.
Ecco perché val la pena accomodarsi e godersi lo spettacolo. Da vedere il trio dei supermen (salvo sorprese nelle qualificazioni avvenute stanotte). Niente di più elettrizzante della sfida che incoronerà l’uomo più veloce del mondo: due giamaicani e un americano sui blocchi. Ogni scommessa rischia di esser persa: Asafa Powell, Usain Bolt e Tyson Gay non ti lasciano certezza del pronostico. Bolidi neri come non se ne sono visti mai. Parlano i tempi, i personali raggrumati nel giro di cinque centesimi: Bolt tiene il record del mondo con 9”72, Powell gli sta alle calcagna con 9”74, Gay è fermo (si fa per dire) a 9”77.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=283435