Da tempo non è più la debolezza femminile la chiave delle politiche di genere, ma il riconoscimento delle abilità e delle competenze di cui le donne individualmente dispongono e del fatto che si considerano queste abilità e competenze una ricchezza per tutta l’umanità, per il tessuto civile e culturale, per la famiglia come per l’economia.
In qualche periodo la frequenza di omicidi e di violenza è tale da far pensare a un vero e proprio desiderio degli uomini di continuare ad affermare la propria superiorità con la prevaricazione, punendo la donna che non sta al suo posto, distruggendone la personalità con la violenza fisica e psicologica.
La violenza di genere e tutte le forme di molestie e di sfruttamento sessuale, incluse quelle che risultino dal pregiudizio culturale e dal traffico internazionale, sono incompatibili con la dignità e il valore della persona umana, e perciò devono essere eliminate’.
Questa è la base di un patto comune di autonomia e di unità: ci impegniamo a continuare a tessere un filo forte che ci tenga unite nel pluralismo anche durante e dopo il Congresso, per ritrovarci insieme e conquistare nuovi traguardi dentro il Partito e nella società.
Fonte:
http://www.unita.it/news/congresso_pd/87071/per_lautonomia_e_la_dignit